Lucio e gli occhiali

Bambini come me LUCIO E GLI OCCHIALI Un pomeriggio, la mamma vide Lucio in cucina che sbuffava. Che succede, Lucio? Che fai? Niente, il televisore è rotto. Quando lo accendo fa uno strano rumore. La mamma capì. Spense il microonde e disse: Non è il televisore, è il microonde! Andiamo, è tempo di fare una visitina. Dall oculista Lucio si comportò benissimo. Non fece scenate né capricci. Quell uomo vestito da dottore gli faceva fare esercizi strani Adesso gli mostrava delle lettere appese al muro. Cosa c è scritto qui, nella prima riga? Lucio strizzò gli occhi. Una N, una A, anzi una I, forse una U... Vado avanti? Basta, basta così. Era stato così che Lucio aveva ottenuto gli occhiali. La prima volta che li mise non poteva credere ai suoi occhi. Apparvero macchinine, gente sui marciapiedi, in lontananza montagne e nel cielo nuvole dalle forme più strane, case, vetrine e comignoli. Senza gli occhiali, invece, sulle case apparivano schermi giganti e un terribile dragone cavalcava un arcobaleno grigio. Che invenzione miracolosa questi occhiali! Vedevano cose che Lucio non avrebbe mai immaginato. Ogni volta che Lucio li metteva era felice, correva dalla mamma e le giurava che li avrebbe sempre portati con sé. Quegli occhiali erano davvero il regalo più fantastico che avesse mai ricevuto. G. Risari, S. Rea, Gli occhiali fantastici, Franco Cosimo Panini 50 TO AS C O L l insegnante
Lucio e gli occhiali