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CHE COS'È IL RAZZISMO? - Dimmi papà, che cos’è il razzismo? - È un comportamento piuttosto comune a tutte le società. Esso consiste nel manifestare diffidenza e poi disprezzo per le persone che hanno caratteristiche fisiche e culturali diverse dalle nostre. Purtroppo, in generale, l’essere umano ha tendenza a non amare chi è differente da lui, uno straniero. - Anch’io potrei essere razzista? - La natura spontanea dei bambini non è razzista. Un bambino non nasce razzista. E se i suoi genitori o i suoi familiari non gli hanno messo in testa idee razziste, non c’è ragione perché lo diventi. Se per esempio ti facessero credere che gli italiani sono superiori ai norvegesi, potresti assumere un atteggiamento razzista nei confronti degli stranieri. - Cosa vuol dire «essere superiori»? - Per esempio ritenere che uno, perché crede in una religione, sia più intelligente di qualcuno che crede in una religione diversa. - Allora al razzista non piacciono le lingue straniere? - Non necessariamente: un razzista può amare e imparare altre lingue perché ne ha bisogno, ma può ugualmente manifestare un giudizio negativo e ingiusto sui popoli che parlano quelle lingue. Il razzista pensa che tutto ciò che è differente da lui lo minacci nella sua tranquillità, ha paura di chi non gli rassomiglia, di quello che non conosce. - Papà, ma allora che cosa si può fare per eliminare il razzismo? - Imparare, riflettere, educarsi, accogliere il prossimo e cercare di capire tutto, dimostrandosi curiosi di tutto ciò che si riferisce all’uomo e usare l’intelligenza e il cuore. adatt. da T.B. Jelloun, Il razzismo spiegato a mia figlia, Bompiani PARLIAMONE INSIEMEE Riflettete sull’ultima risposta che il papà dà alla figlia: perché, secondo lui, il razzismo si può eliminare «dimostrandosi curiosi di tutto ciò che si riferisce all’uomo» e usando «l’intelligenza e il cuore»? Provate a spiegarlo con le vostre parole e fate degli esempi.

CHE COS'È IL RAZZISMO?

- Dimmi papà, che cos’è il razzismo?

- È un comportamento piuttosto comune a tutte le società. Esso consiste nel manifestare diffidenza e poi disprezzo per le persone che hanno caratteristiche fisiche e culturali diverse dalle nostre.

Purtroppo, in generale, l’essere umano ha tendenza a non amare chi è differente da lui, uno straniero.

- Anch’io potrei essere razzista?

- La natura spontanea dei bambini non è razzista. Un bambino non nasce razzista. E se i suoi genitori o i suoi familiari non gli hanno messo in testa idee razziste, non c’è ragione perché lo diventi.

Se per esempio ti facessero credere che gli italiani sono superiori ai norvegesi, potresti assumere un atteggiamento razzista nei confronti degli stranieri.

- Cosa vuol dire «essere superiori»?

- Per esempio ritenere che uno, perché crede in una religione, sia più intelligente di qualcuno che crede in una religione diversa.

- Allora al razzista non piacciono le lingue straniere?

- Non necessariamente: un razzista può amare e imparare altre lingue perché ne ha bisogno, ma può ugualmente manifestare un giudizio negativo e ingiusto sui popoli che parlano quelle lingue. Il razzista pensa che tutto ciò che è differente da lui lo minacci nella sua tranquillità, ha paura di chi non gli rassomiglia, di quello che non conosce.

- Papà, ma allora che cosa si può fare per eliminare il razzismo?

- Imparare, riflettere, educarsi, accogliere il prossimo e cercare di capire tutto, dimostrandosi curiosi di tutto ciò che si riferisce all’uomo e usare l’intelligenza e il cuore.


adatt. da T.B. Jelloun, Il razzismo spiegato a mia figlia, Bompiani


PARLIAMONE INSIEMEE

Riflettete sull’ultima risposta che il papà dà alla figlia: perché, secondo lui, il razzismo si può eliminare «dimostrandosi curiosi di tutto ciò che si riferisce all’uomo» e usando «l’intelligenza e il cuore»? 
Provate a spiegarlo con le vostre parole e fate degli esempi.