RUDI LETTURE 3

IL SOGNO DI ADRIAN Adrian è un bambino Rom. La sua è una storia piccola, di quelle che passano inosservate ogni giorno, ma straordinaria come lo è la storia di ogni bambino. Adrian ha un sogno: andare a scuola, avere degli amici, imparare e crescere con loro. Solo che per lui tutto questo diventa complicato... Vivo nel respiro di una grande città, lontano dai rumori delle auto, tra il profumo dell’erba bagnata e del sole che asciuga i panni stesi. La mia famiglia è come una matrioska: sembriamo non finire mai. Siamo tanti e ci somigliamo tutti un po’. Tra noi ci sono legami di sangue e di cuore. La mia casa è come un nido: posso guardare il cielo ogni volta che ne ho voglia. Non mi sento mai solo: i rumori intorno a me sono una familiare ninna nanna. Lunga e scura è la strada che faccio ogni mattina per arrivare in città. Mi sveglio presto: cammino tra le persone che non mi guardano e passo tra i palazzi troppo alti, persino per gli uccelli. Quando arrivo a scuola mi sento sicuro: il giardino, i giochi e tanti compagni. Qui ho imparato a leggere e a scrivere, ho incontrato tanti amici. HO CAPITO • La famiglia di Adrian è come una matrioska perché … • La casa di Adrian è come un nido perché … A scuola c’è anche Cristina. Quando la guardo, mi batte forte il cuore. Ci scambiamo lettere e pensieri, e a ricreazione ci teniamo per mano. Era piccolo, stava in un angolo del cortile. Appena l’ho visto ho pensato subito a lei. Mi sono fatto coraggio e, con le mani che mi tremavano, le ho regalato un fiore, insieme al mio cuore. Siamo andati via di nuovo: un altro sgombero... questa volta non è rimasto niente. La mia scuola, però, è sempre lì... e c’è anche Cristina. Domani mattina mi alzerò prima del solito: la strada è più lunga, ma arriverò lo stesso. Mi chiamo Adrian e voglio andare a scuola. Un’isola di bambini che conosco, in una città che non mi vede. Di tutte le mie cose è rimasta solo cenere, tizzoni neri e niente più. Nella mia scuola non è cambiato niente: solo noi, che ogni giorno cresciamo. D. Valente, I. Bochicchio, Adrian vuole andare a scuola, Amnesty International Sezione Italiana PARLIAMONE INSIEME La realtà è dura per il piccolo Adrian, che vive in una società in cui i pregiudizi verso il suo popolo sono ancora forti. Adrian è costretto a lasciare la sua casa, ma non si scoraggia: dovrà solo fare un po’ più di strada per arrivare a scuola. La storia di Adrian ci fa riflettere su due aspetti: tutti i bambini hanno il diritto di andare a scuola; la tenacia di Adrian nel perseguire un suo diritto e il suo sogno. Discutine in classe con i compagni e l’insegnante.

IL SOGNO DI ADRIAN

Adrian è un bambino Rom. La sua è una storia piccola, di quelle che passano inosservate ogni giorno, ma straordinaria come lo è la storia di ogni bambino.

Adrian ha un sogno: andare a scuola, avere degli amici, imparare e crescere con loro. Solo che per lui tutto questo diventa complicato...


Vivo nel respiro di una grande città, lontano dai rumori delle auto, tra il profumo dell’erba bagnata e del sole che asciuga i panni stesi.

La mia famiglia è come una matrioska: sembriamo non finire mai.

Siamo tanti e ci somigliamo tutti un po’. Tra noi ci sono legami di sangue e di cuore.

La mia casa è come un nido: posso guardare il cielo ogni volta che ne ho voglia. Non mi sento mai solo: i rumori intorno a me sono una familiare ninna nanna.

Lunga e scura è la strada che faccio ogni mattina per arrivare in città.

Mi sveglio presto: cammino tra le persone che non mi guardano e passo tra i palazzi troppo alti, persino per gli uccelli.

Quando arrivo a scuola mi sento sicuro: il giardino, i giochi e tanti compagni. Qui ho imparato a leggere e a scrivere, ho incontrato tanti amici.


HO CAPITO

• La famiglia di Adrian è come una matrioska perché …

• La casa di Adrian è come un nido perché …

A scuola c’è anche Cristina. Quando la guardo, mi batte forte il cuore. Ci scambiamo lettere e pensieri, e a ricreazione ci teniamo per mano.

Era piccolo, stava in un angolo del cortile. Appena l’ho visto ho pensato subito a lei. Mi sono fatto coraggio e, con le mani che mi tremavano, le ho regalato un fiore, insieme al mio cuore.

Siamo andati via di nuovo: un altro sgombero... questa volta non è rimasto niente.

La mia scuola, però, è sempre lì... e c’è anche Cristina.

Domani mattina mi alzerò prima del solito: la strada è più lunga, ma arriverò lo stesso.

Mi chiamo Adrian e voglio andare a scuola. Un’isola di bambini che conosco, in una città che non mi vede.

Di tutte le mie cose è rimasta solo cenere, tizzoni neri e niente più.

Nella mia scuola non è cambiato niente: solo noi, che ogni giorno cresciamo.


D. Valente, I. Bochicchio, Adrian vuole andare a scuolaAmnesty International Sezione Italiana


PARLIAMONE INSIEME

La realtà è dura per il piccolo Adrian, che vive in una società in cui i pregiudizi verso il suo popolo sono ancora forti.

Adrian è costretto a lasciare la sua casa, ma non si scoraggia: dovrà solo fare un po’ più di strada per arrivare a scuola.

La storia di Adrian ci fa riflettere su due aspetti:

  • tutti i bambini hanno il diritto di andare a scuola;
  • la tenacia di Adrian nel perseguire un suo diritto e il suo sogno.

Discutine in classe con i compagni e l’insegnante.